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Polesine, sorvegliato speciale
Ottobre 29, 2008 |
Il Resto Del Carlino - Rovigo - Polesine, sorvegliato speciale
Rovigo, 29 ottobre 2008 - Gli esperti li chiamano animali sentinella. Sono quelli, contagiati da un virus, che danno l’allarme e indicano se una malattia si sta diffondendo su un territorio dove prima non c’era. Cioè non era endemica.
Le sentinelle del Polesine, per il virus West Nile, sono stati i cavalli. All’inizio di ottobre esemplari con questo tipo di infezione sono stati individuati in un allevamento di Trecenta. Lunedì, a Rovigo, la notizia del primo caso ufficiale di West Nile in una persona, una donna, 81enne, di Ficarolo. La signora è in coma, ricoverata nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Rovigo, la sua prognosi è riservata.Per questo la Regione Veneto ha allertato il sistema di sorveglianza veterinaria e umana, adottando tutte le misure di profilassi necessarie. Non solo le Ulss 18 e 19 della provincia sono coinvolte nel monitoraggio ma anche tutte le istituzioni: dalla Regione, al ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità, ai Comuni.
“Dopo la positività ai test nei cavalli di Trecenta ai primi di ottobre - spiega Adriano Marcolongo, direttore generale dell’Ulls 18 di Rovigo - erano state impartite le prime direttive: le disinfestazioni e i test sulle persone venute in contatto con gli animali. In tutti i casi l’esito era stato negativo”.Controlli effettuati per capire la dimensione del fenomeno, dato che, in realtà, il virus non si trasmette da persona a persona, né da cavallo a persona attraverso la puntura di zanzara infetta. Il West Nile, infatti, viene trasmesso alla zanzara esclusivamente dagli uccelli selvatici. Inoltre la zanzara infetta solo occasionalmente trasmette il virus all’uomo o al cavallo. In pratica non c’è pericolo di contagio.
Nonostante questo la Regione Veneto ha attivato un piano straordinario di sorveglianza, proprio per monitorare la situazione degli animali sentinella e vedere come il virus si sta estendendo. Che la West Nile si stia diffondendo è certo: a metà settembre i primi casi di infezione da virus erano stati registrati in allevamenti di cavalli e uccelli selvatici in Emilia-Romagna, nel ferrarese e nel bolognese. Il primo caso umano, sempre in settembre, confermato dal laboratorio dell’Istituto superiore di sanità di Roma, era stato di una donna, ultraottantenne, ricoverata all’ospedale di Imola per una meningoencefalite. Dopo le manifestazioni del virus in Emilia Romagna, in ottobre la West Nile aveva passato il confine: ed è stata registrata anche in Veneto, a Trecenta.Come per la donna di Imola, anche la paziente ricoverata a Rovigo, è una persona anziana, che ha superato gli ottant’anni già malata e immunodepressa.
“La donna - chiarisce infatti Annamaria Cattelan, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Rovigo - era già affetta da demenza. E in generale le persone più esposte sono quelle anziane e malate. Soltanto nel 15 per cento dei casi il virus si sviluppa verso la forma encefalitica”.
Per l’81enne di Ficarolo i prelievi del sangue hanno confermato la presenza del West Nile ma i prelievi di midollo spinale, inviati all’Istituto superiore di sanità nazionale, non hanno ancora decretato che la causa dell’enecefalite sia dovuta al virus. Per saperlo con certezza occorrerà attendere alcuni giorni.
Ma anche se dovesse essere confermato che la donna si è ammalata a causa del virus West Nile - hanno sottolineato ieri i medici e i dirigenti delle Ulls di Rovigo e gli esperti della Regione Veneto- “siamo lontani da un’epidemia e le precauzioni e i controlli sono soltanto misure cautelative”.di Tiziana Piscopello
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- A.N.P.A.N.A. - Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente
- HAPPA - National equine charity with rescue centres
- ILPH - is a leading horse charity specialising
- NHPC - National Horse Protection Coalition
- TAST Cavalli - Trasporti Internazionali Cavalli azienda Leader