Set

5

Bollettino n° 4

Settembre 5, 2008 |

1) CORSE CLANDESTINE, IPPICA E ILLEGALITA’

Il confine tra legalità e illegalità nel mondo dell’ippica è molto sottile - si sa - per cui le due facce della medaglia spesso si confondono o sovrappongono, come dimostrano le cronache di tutti i giorni. Diamo notizia, in primo piano, di una importante operazione messa in atto dai Carabinieri di Avezzano (AQ) che hanno sgominato una grossa organizzazione criminale dedita alle corse clandestine di cavalli. Il blitz nella zona industriale, dove era in corso una gara, è l’apice di 10 mesi di indagini. Le persone indagate sono 33, quasi tutti rom residenti ad Avezzano e nelle province di Frosinone e Rieti, mentre sono 30 gli animali sequestrati insieme a 12 stalle. I militari hanno anche effettuato numerose perquisizioni domiciliari durante le quali sono state sequestrate flebo e farmaci sospetti. Imponente lo spiegamento di forze e di mezzi con 200 carabinieri impiegati, che si sono avvalsi anche di unità cinofile e di un elicottero. I militari del NAS di Pescara, coadiuvati da dieci veterinari dell’ASL, hanno altresì provveduto ad eseguire prelievi ematici e di urine sui cavalli i cui campioni sono stati inviati ai laboratori dell’UNIRE; se dalle analisi dovessero risultare tracce di sostanze dopanti, i proprietari rischiano anche una denuncia per maltrattamento. Ulteriori indagini sono state avviate per accertare l’identità e la provenienza di alcuni cavalli privi di microchip. Tale caso richiama alla memoria un analogo intervento che era stato condotto dalle Fiamme Gialle nell’ottobre 2007 in provincia di Pescara quando era stata interrotta una corsa illegale e scoperta una banda di rom che gestiva un giro di scommesse clandestine (anche in quell’occasione erano stati sequestrati una trentina di cavalli).

Un’altra corsa illecita è stata sventata dai Carabinieri di Sciacca (AG), con diverse pattuglie appostate sin dalla notte lungo il percorso, i quali hanno denunciato 4 persone a piede libero ma in tanti erano riusciti a dileguarsi, ed una a Gela (CL) dalla Polizia che ha segnalato all’Autorità Giudiziaria oltre 15 persone in qualità di organizzatori.

Si sono invece concluse le indagini dei Carabinieri di Lecce che il 26 agosto dello scorso anno erano intervenuti per bloccare corse clandestine che si svolgevano all’interno dell’ippodromo dismesso di Arnesano, grazie alle quali sono state iscritte nel registro degli indagati 14 persone tra organizzatori, proprietari e fantini. Da notare che il rischio per l’integrità fisica dei cavalli era molto alto in quanto la pista era priva di barriere e protezioni e che i fantini non avevano un’adeguata formazione professionale, tant’è che uno degli equini era stramazzato al suolo per soffocamento a causa dell’inesperienza del fantino che aveva tirato eccessivamente le briglie. Uno degli indagati, inoltre, avrebbe acquistato due cavalli di provenienza furtiva.

Ma la situazione non è certo migliore nei circuiti dell’ippica “ufficiale”, dove il marcio è abbastanza diffuso. Recenti casi di doping sono stati riscontrati all’ippodromo di Palermo e in quello di Treviso (da Nord a Sud l’andazzo è lo stesso). Il primo riguarda un cavallo che, sottoposto ad analisi dopo una corsa ad aprile 2006, era risultato positivo all’Ambroxol e così i Carabinieri del NAS di Palermo hanno denunciato il proprietario di una scuderia ed un allenatore con l’accusa di “frode in competizioni ippico-sportive e somministrazione a cavalli da corsa di sostanze ad azione dopante”. L’altro episodio è accaduto a Treviso dove un cavallo arrivato primo al Premio Storga 2007 era risultato positivo alla benzoilecgonina, una sostanza che indica l’assunzione di cocaina. La magistratura treivigiana ha perciò denunciato fantino, proprietario, allenatore e veterinario. Riportiamo a tal proposito alcuni dati resi noti dai Carabinieri del NAS sul fenomeno, laddove emerge che sono oltre 150 i casi di doping rilevati ogni anno dall’UNIRE. In un loro comunicato si legge che “Il doping purtroppo è di casa per quella parte del mondo dell’ippica che va a braccetto con le scommesse clandestine”.

Concludiamo riferendo alcuni punti salienti di un’intervista rilasciata alla rivista Gioco & Giochi dal nuovo Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, il quale vede il settore ippico “come una componente strategica dell’agricoltura….Intendo avere un approccio simile a quello che merita qualsiasi altro comparto industriale…..”. E dopo aver annunciato l’impegno ad affrontare il problema del calo degli spettatori e delle scommesse, ha espresso una preoccupante posizione rispetto al doping: “Credo che la lotta al doping vada perseguita con la massima decisione, tenendo ben presente però che la detenzione di farmaci legali in scuderia a scopo terapeutico non è di per sé condannabile. Bisogna ammettere che, così come sono concepite, per una forse eccessiva rigidità, le normative antidoping hanno finito per allontanare o demotivare molti proprietari. …….questa mancata distinzione tra trattamenti dopanti e trattamenti terapeutici costituisce il più grande limite delle attuali normative antidoping, alle quali si dovrà porre al più presto rimedio…..”. Se il buongiorno si vede dal mattino, non c’è certo da essere ottimisti sul futuro dell’ippica in relazione alla tutela dei cavalli!

 

2) PALII, PALII E ANCORA PALII

In merito alla terribile morte di Baliosso avvenuta durante le prove del Palio di Legnano (MI), l’A.N.P.A.N.A. (Ass. Naz. Protezione Animali Natura Ambiente) – Settore Tutela Equini – ha comunicato di aver presentato un esposto al Prefetto e al Procuratore della Repubblica chiedendo, al primo, di vietare detta corsa in futuro in quanto troppo pericolosa e, al secondo, di avviare un’indagine tesa ad accertare eventuali responsabilità nella tragica vicenda e nelle modalità di abbattimento dell’animale. Ricordiamo che in quei giorni, infatti, il fondo era bagnato per la pioggia e che Balosso non era stato soppresso sul posto ma portato via sofferente. La risposta ricevuta dal Prefetto di Milano, però, stronca ogni speranza in quanto comunica che secondo il Sindaco di Legnano “sono state adottate tutte le debite misure necessarie per la tutela dell’incolumità  e per il soccorso degli animali…. Il fondo della pista era stato debitamente protetto dagli agenti atmosferici, livellato e poi controllato dai veterinari prima della corsa. Era stato inoltre previsto, oltre alla presenza della Commissione veterinaria, un servizio di horse ambulance, immediatamente attivatosi…. L’unità di soccorso ha ritenuto opportuno trasferire il cavallo presso una clinica veterinaria, dove, a seguito della verifica delle condizioni dell’animale, si è deciso di abbatterlo”. A  margine, ci sembra utile precisare la nostra condanna verso quei gruppi di non meglio identificati “animalisti” che pensano di risolvere tutto con gesti eclatanti quali attaccare manifesti nelle città dei palii, usando un linguaggio aggressivo che consideriamo inutile e controproducente ed inveendo contro quelle associazioni che agiscono nell’ambito della civiltà e della legalità.

Per il maltempo – invece - a Ferrara era stato deciso il rinvio del Palio di una settimana e non si sono verificati incidenti, anche perché la Commissione Veterinaria aveva scartato quei cavalli non ritenuti idonei; ne prendiamo atto con piacere perché denota un atteggiamento responsabile e accorto nella valutazione degli animali che si presentano alla visita veterinaria a salvaguardia della loro salute e della loro vita.

A Faenza (RA) si è disputato il Palio del Niballo – giunto alla 52^ edizione – in cui si sono registrate alcune cadute di cavalli e fantini, sembra senza gravi conseguenze, mentre una cavalla è stata ritirata su invito della Commissione Veterinaria; in occasione delle prove precedenti, però, un fantino era finito in Ospedale. Per inciso, tale manifestazione ha visto un calo di ca. 500 spettatori.

Passiamo ora alla Giostra del Saracino che si è svolta ad Arezzo il 21 giugno per riferire di un Protocollo d’Intesa per il benessere dei cavalli promosso dal Servizio Veterinario dell’ASL 8 di Arezzo e sottoscritto dall’Istituzione della Giostra e dai quartieri. Si tratta di un’iniziativa degna di nota in quanto stabilisce regole importanti per la tutela degli animali, quali visite di idoneità e test antidoping in tutte le fasi. Protocollo sul quale si era espresso negativamente il consigliere comunale Francesco Macrì (AN) con un intervento assurdo di critica verso l’obbligo dei controlli antidoping. Ha perso, insomma un’occasione per stare zitto, e noi apprendiamo anzi con favore che dai risultati delle analisi eseguite sui cavalli partecipanti nessuno è stato riscontrato positivo a sostanze proibite e che erano stati allestiti spazi di relax per loro con abbeveratoi durante il corteggio storico; era stato altresì previsto del personale con reintegratori salini e un automezzo per l’eventuale trasporto veloce in caso di infortuni.

Il 2 luglio a Siena abbiamo assistito al più famoso e funesto palio d’Italia, purtroppo trasmesso come sempre dalla RAI anche con i soldi di chi non è d’accordo. Lo stesso era stato preceduto dalla polemica delle donne dell’Oca alle quali è negato il diritto di voto e che hanno minacciato di adire le vie legali. Non c’è da stupirsi perché a Siena il Medioevo sembra non essere mai passato. La cronaca riporta la notizia di un cavallo che durante la tratta è caduto alla solita curva di San Martino fratturandosi la mandibola (subito operato, hanno detto che sarebbe guarito in 20 giorni). Comunichiamo, inoltre, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Elenco delle associazioni che hanno diritto ai benefici fiscali sul reddito delle società tra le quali ci sono le 17 contrade senesi. Lo ha reso noto, con evidente soddisfazione, L’On. Franco Ceccuzzi (PD) che si era tanto battuto per ottenere questo risultato.

Sensazionale è invece l’esito delle indagini portate avanti dal Commissariato di Vittoria unitamente alla Squadra Mobile della Questura di Ragusa sul Palio di Acate del 18 maggio scorso, dalle quali è emerso che numerosi fantini e proprietari di cavalli hanno precedenti penali o di Polizia per alcuni anche di “particolare allarme sociale” nonché già segnalati per reati legati al mondo delle corse clandestine; a ciò si aggiunge la non regolare certificazione sanitaria degli animali ed uno era privo del test di Coggin. Alla luce di queste inquietanti risultanze – dunque - la Lav ha chiesto un incontro urgente al Prefetto, al Vescovo  e al Presidente della Provincia di Ragusa, per ribadire la richiesta di annullamento della corsa in questione e di qualunque altra sull’esempio di quanto hanno già fatto i Prefetti di Agrigento, Palermo, Caltanissetta e Trapani.

Chiudiamo con la notizia del Palio delle Micce, ossia una corsa riservata alle asine montate a pelo da fantini donne, che si è tenuta a Subbiano (AR) il 7 e 8 giugno all’insegna della stupidità tipicamente “umana”.

 

3) BOTTICELLE SOTTO ACCUSA DOPO MORTE

    CAVALLO INCIDENTATO

A Roma un grave incidente, costato la vita ad un cavallo che trainava una carrozzella, ha rinfocolato le proteste per una tradizione ormai incompatibile con le esigenze etologiche degli animali. La “botticella” era stata violentemente tamponata da un’auto all’una di notte all’altezza del Lungotevere Aventino venendo sbalzata per almeno 50 m. Il povero animale è deceduto dopo quasi un’ora di agonia in conseguenza delle fratture riportate a tutte le zampe e di danni interni, mentre il vetturino è stato ricoverato in ospedale in condizioni serie. Come rilevato subito da Monica Cirinnà, consigliere comunale PD, resta da capire perché tale carrozza viaggiasse in piena notte visto che esistono regole precise secondo le quali i cavalli non possono lavorare più di sei ore al giorno; regole che, purtroppo, non sempre vengono rispettate e perciò la stessa ha chiesto la convocazione della Commissione Ambiente. ENPA, Italia Nostra, A.N.P.A.N.A. LAV e Comitato del Verde Urbano, hanno rivolto un appello al Sindaco Alemanno affinché ponga fine a questa barbarie tutta romana e per riconvertire le licenze in taxi; proposta duramente contestata da Nicola Giacobbe di Unica Cgil secondo cui i tassisti sono anche troppi. L’Assessore provinciale al Turismo, Patrizia Prestipino, ha invece suggerito di spostare le botticelle nei grandi parchi di Roma e non più nelle vie caotiche dell’area urbana. L’istituzione della botticella – infatti - è anacronistica dal momento che rispetto a 50 anni fa la città è cambiata, stravolta da un traffico rumoroso e caotico, così come è mutata la tipologia degli animali; oggi si tratta di ex trottatori, velocisti, che nelle gare ippiche conducono un esile sulky di peso molto leggero. Anche la FISE si è unita al coro delle polemiche (ormai si infila dappertutto) dichiarando che i cavalli non sono sufficientemente tutelati, che le strutture di scuderizzazione sembra siano abusive e i regolamenti incompleti e fatiscenti. In effetti, il Messaggero è andato a fotografare le stalle di questi poveri cavalli e dire che è vergognoso è poco: locali angusti, bui e senz’aria. La risposta dell’Assessore capitolino all’Ambiente, Fabio De Lillo (PDL) ha però deluso le aspettative di tutti perché secondo lui “le botticelle non vanno abolite, sono il simbolo di Roma….”. Gli fa eco il vicepresidente del Consiglio Comunale, Mirko Coratti (PD), il quale sostiene che le carrozzelle “non si toccano, fanno parte della cultura romana….” Insomma, i nostri politici ancora una volta hanno dimostrato di essere fermi su posizioni retrograde e tanto lontane dal comune sentire della società moderna. E’ stato poi annunciato dal consigliere con delega allo Sport, Alessandro Cochi e da quello del PDL, Luca Gramazio, che è in preparazione una bozza per regolamentare il servizio delle botticelle ed affrontare questioni come la creazione di un tariffario, la ricerca di una sistemazione alternativa per le stalle e la modifica del turno estivo. Si pensa, in sostanza ad un turnover dei cavalli facendoli lavorare a giorni alterni nelle ore più calde, il che vuol dire abolire il blocco attualmente vigente tra le ore 13,00 e le 17,00 assecondando dunque i vetturini e vanificando i miglioramenti ottenuti finora. Ci auguriamo, almeno, che i turisti accolgano l’appello lanciato dall’ENPA affinché boicottino le botticelle e apprendiamo con favore la disponibilità offerta dal Corpo Forestale dello Stato ad ospitare detti cavalli. Come se non bastasse, infine, riferiamo la notizia dell’imminente istituzione a Roma di un Corpo Speciale di Polizia Municipale a cavallo.

4) ASINI ALLA RIBALTA

Gli asini sono stati protagonisti di alcuni eventi promozionali e culturali, il più importante dei quali è stato l’Asinoday che si è svolto a Quattro Castella (RE) dal 6 all’8 giugno. L’intento era quello di far conoscere questo mite animale, valorizzarne le qualità socio-terapeutiche, nonché gli aspetti nutrizionali del latte d’asina. Peccato che la lotteria organizzata al suo interno avesse previsto come primo premio una coppia di asinelli, poi sostituiti all’ultimo momento da un altro premio dietro invito dell’A.N.P.A.N.A. – Settore Tutela Equini – che ha fatto riferimento ad una legge regionale che lo vieta espressamente; non ci risultano, invece, banchetti a base di carne d’asino, come da qualcuno comunicato..

A fine maggio, alla rassegna espositiva “Expo Murgia” di asini si era parlato in un convegno in cui è stato presentato il progetto di pet-therapy “Il sogno di Arlecchino” affiancato da un progetto pilota di biodiversità e di turismo sostenibile patrocinato dal Consiglio regionale della Puglia, dagli Assessori delle risorse agroalimentari ed alla solidarietà sociale della Puglia, nonché dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia.

Un raduno di asini aveva avuto luogo il 2 giugno al nOVovillage di Cinisello Balsamo (MI) dove sono stati trattati  temi che vanno dal latte d’asina all’onoterapia, dall’onoturismo all’onodidattica. Ma, attenzione, non è tutto oro quello che luccica se pensiamo ai tanti asini che, dopo aver servito l’uomo, finiscono la loro vita al macello favoriti anche dalla legge finanziaria del governo Prodi che aveva concesso agevolazioni fiscali a chi li vende per morte. Ed è proprio questo l’altro tragico aspetto  della realtà, ossia l’asino rappresenta ancora una risorsa economica anche alimentare. Citiamo- ad esempio - un seminario organizzato dalla Coldiretti provinciale di Sassari con il Consorzio Allevasini che si è tenuto il 9 luglio scorso il cui tema è stato appunto il recupero dell’allevamento degli asini sardi (secondo la FAO a rischio estinzione) per dare nuovo impulso all’economia, dal settore alimentare alla cosmetica, dal latte d’asina all’assistenza ai disabili.

5) ALTRI CAVALLI RUBATI: FENOMENO INARRESTABILE

Non si ferma l’attività criminale dei ladri di cavalli, dal nord al sud d’Italia. A metà giugno è sparito dall’allevamento Folli di Bologna un famoso stallone, Daguet Rapide;  è il secondo campione ad essere rubato in pochi mesi, il precedente era stato Equinox Bi, ritrovato per fortuna alcune settimane dopo. Meno noti, ma ugualmente importanti per noi e per i rispettivi proprietari, gli altri equini vittime di furti nelle campagne tra Cervia e Ravenna (una cavalla agricola di 4 anni con il puledro di 5 mesi, una cavalla di 14 anni e un’asinella di 4 anni) e a Pesaro presso il Centro delle Giacche Verdi (un Anglo Arabo di 10 anni, un maremmano di 10 anni, una femmina PSA di 15 anni ed una Quarter Horse di 17 anni). Non è accettabile che dei “bastardi” compiano atti così vili e crudeli a danno degli equini, privando i loro amici umani dei propri affetti. Ci consoliamo soltanto sapendo che a volte vengono scoperti, come è successo a Messina dove due pregiudicati sono stati tratti in arresto dalle Forze dell’Ordine per aver tentato di rubare due cavalli, e a Dugenta (BN) dove i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato due pastori che avevano commesso il furto di tre cavalli di proprietà di un allevatore del luogo.

 

6) BREVI DALL’ITALIA……

- Rimane un mistero il caso dei cavalli di un maneggio di Forlì che avevano riportato lesioni agli occhi e sulla cute. Infatti, stando a quanto riferito dal sottosegretario alla Giunta Alfredo Bertelli in risposta ad un’interpellanza del consigliere regionale Antonio Nervegna (FI-Pdl), dagli accertamenti svolti “non sono stati rilevati dati che possano allarmare sotto il profilo della salute pubblica….”. Ricordiamo che i sospetti erano subito caduti su trattamenti antiparassitari ai quali sarebbero stati sottoposti i terreni vicino al Centro. Nervegna però non demorde e ha invitato la Giunta ad esortare i Servizi Veterinari a monitorare la situazione perché episodi simili si sono ripetuti anche di recente.

- La LAV ha denunciato come siano ancora in gran parte presenti atteggiamenti di chiusura nella gestione dei cavalli sieropositivi all’Anemia Infettiva Equina (AIE), soprattutto da una larga rappresentanza del personale dei Servizi Veterinari pubblici i quali non permettono una corretta informazione. Le prime risultanze di un monitoraggio, ancora in corso, su 126 casi del primo semestre 2007, parlano purtroppo di abbattimenti o di avvio alla macellazione. Una realtà che conosciamo bene, essendocene occupati sin dagli inizi con richieste fatte alle Istituzioni e Autorità competenti proprio per tentare di far cambiare detto inqualificabile atteggiamento.

- L’11 luglio all’ippodromo di Varese, oltre alle normali corse ippiche, si sono svolte  tre gare con pony montati da ragazzi tra i 6 e i 16 anni nell’ambito di un’iniziativa a carattere nazionale gestita dalla F.I.S.E. Siamo rimasti attoniti leggendo questa notizia e nell’apprendere che la stessa va avanti già da qualche anno. Ci chiediamo cosa c’entri la federazione equestre con l’ippica e ci preoccupa la sua infiltrazione in settori che non le competono, per cui cercheremo di indagare meglio e contrastare il suo dilagante potere in ogni ambito di attività con i cavalli. 

- In un terribile incidente, avvenuto i primi di luglio in provincia di Aosta, hanno perso la vita dieci dei tredici cavalli che si trovavano su un autoarticolato che li stava trasportando a Lione per partecipare ad una gara di polo. Dopo aver tamponato un fuoristrada, il mezzo pesante era uscito fuori strada rovesciandosi su una strada comunale. Un bilancio davvero tragico!

- E’ finita bene l’avventura di un asinello che a Manta (CN) era uscito dal recinto della propria abitazione finendo in una piscina. I Vigili del Fuoco lo hanno tratto in salvo e lui non ha riportato ferite di rilievo. La proprietaria ha successivamente riferito che “Pasqualino, una volta uscito dall’acqua si è coricato nel prato, poi è andato a nascondersi nella sua stalla rimanendovi un bel po’. C’è da scommettere che per qualche mese girerà alla larga dall’acqua”.

- Due scheletri di cavalli sono stati rinvenuti all’interno di una tomba in una delle più importanti necropoli dell’Emilia Romagna, a Verucchio, evidentemente sacrificati per scopi rituali. Anticamente l’uso dei cavalli e dei carri era legato al trasporto e alla guerra; uno sfruttamento millenario al quale sono stati brutalmente piegati spesso ricevendo in cambio sofferenza e morte.

7) ……DALL’EUROPA E DAL MONDO

- Un nuovo Regolamento comunitario relativo all’identificazione dei cavalli dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2009, secondo il quale dovranno essere tutti taggati entro sei mesi dalla nascita e dotati del documento di riconoscimento munito di processore a onde radio. Lo ha comunicato il Commissario UE alla Salute, Andreoulla Varsiliou, che ne ha messo in risalto soprattutto le finalità “sanitarie” in ordine a malattie pericolose e filiera della carne. Il passaporto verrà rilasciato indipendentemente dallo status di circolazione dell’animale e sarà emesso contemporaneamente all’innesto del tag identificativo e alla sua registrazione nella Banca Dati.

- Notizie contraddittorie giungono dagli Stati Uniti dove, da un lato, vengono severamente puniti coloro che maltrattano gli animali e, dall’altro, si pianificano abbattimenti dei cavalli selvaggi. Una signora è stata arrestata, processata e condannata perché nella sua fattoria era stato trovato un cavallo talmente denutrito da essere ridotto uno scheletro, mentre altre due persone (marito e moglie) sono stati messi in galera in quanto facevano vivere i propri figli, un cavallo e numerosi cani in mezzo agli escrementi e i rifiuti. Rischiano invece la vita seimila cavalli selvatici dei quali il governo federale ha proposto l’eliminazione essendo troppo costosi per le casse statali e causa di danni agli agricoltori. Sono insorte le associazioni animaliste che hanno prospettato l’ipotesi del controllo delle nascite quale soluzione alternativa e più civile, ma a settembre dovrà pronunciarsi il Congresso e allora lo scontro sicuramente sarà decisivo.

- I cinesi ne hanno inventata un’altra per seviziare e uccidere animali e, in questo caso, addirittura gli asini selvatici australiani. E’ quanto riporta il quotidiano britannico The Sun secondo il quale un’azienda di Hong Kong sarebbe interessata alla pelle degli asini che conterrebbe un rimedio “miracoloso” per migliorare la vita sessuale delle donne perché essa conterrebbe un estratto utilizzabile nella medicina tradizionale. Sena commento, ma con tanto dolore….

8) HANNO TROVATO CASA

- LUNA, l’anziana pony dimessa da un maneggio ha potuto finalmente andare in pensione grazie ad una famiglia della provincia di Alessandria che l’ha adottata;

- OLIMIDO, il trotter di 19 anni, di cui ai nostri appelli, è stato accolto a casa di Paola dellaprovincia di Alessandria dove si è subito ambientato;

- BIRBA, la cavalla mezzosangue di 21 anni, di cui pure ci eravamo occupati nel nostro sito, è stata adottata da Marina della provincia di Ferrara;

- ACHELE, un trotter a fine carriera che potrà finalmente godersi la vita fuori dalle piste con il suo nuovo amico Emiliano della provincia di Roma;

- AMANDA, una dolcissima cavalla bretone di 14 anni che la proprietaria non poteva più tenere, ma alla quale ha voluto trovare tramite l’ANPANA una buona sistemazione; è stata adottata da Maurizio della provincia di Cuneo.


Commenti

Name (obbligatorio)

Email (obbligatorio)

Sito web

Speak your mind

Link

Utilita'