Dec
29
Cavalli bruciati a Pinerolo Indagini sulla Sacra Corona Unita
December 29, 2007 | 1,531 Comments
di CORRADO ZUNINO
PINEROLO (Torino) - Il rogo di Natale, con venti cavalli del centro di allenamento di Ajrale di Vigone, provincia di Torino, bruciati vivi nelle loro stalle la sera del 24 dicembre, ha una terribile assonanza con incendi di racket avvenuti agli ippodromi di Milano dieci anni fa. L’ingresso degli attentatori da un ponticello che guada il fiume che sfiora il maneggio, il passaggio da un cancello arrugginito, la benzina sparsa sui pavimenti delle due scuderie dell’allenatore svedese Ove Kristoffersson, le fiamme alimentate con lanci di paglia e fieno. E tutto intorno nebbia.
Uno scenario già visto. Una delle due scuderie, ad Ajrale, è stata completamente avvolta dal fuoco, con i suoi sedici trottatori all’interno. L’altra è stata salvata dal custode marocchino Hassan, ex artiere, che ha scardinato la porta e fatto uscire undici dei quindici cavalli ospitati. Per gli ultimi quattro era già troppo tardi, venti gli animali morti alla fine.
Il danno è elevato, e a quello provvederanno le assicurazioni. Ma del rogo di Natale ha colpito soprattutto la violenza del gesto, inedita alle latitudini dell’ippica. La condanna a morte di cavalli belli e costosi – Iton Lb, Gianimec, The Vicster, Good be the King, tra gli altri – è sembrata subito una risposta troppo alta e violenta a qualsiasi tipo di sgarbo fosse stato fatto, qualsiasi controversia economica potesse esserci sullo sfondo.
E allora i carabinieri della compagnia di Pinerolo hanno iniziato a valutare da una parte i diversi fatti neri che nelle ultime settimane hanno toccato l’ippica: la tenaglia dei camorristi di Casal di Principe sull’ippodromo di Aversa, l’ultima corsa annullata a Palermo, lo strano rapimento con strana restituzione di Equinox Bi. E poi hanno preso in mano quel materiale d’archivio: i due ippodromi di Milano, trotto e galoppo, sotto scacco dieci anni fa, gli incendi nelle notti di agosto, gli “Al Capone del pagliaio”, il general manager dell’impianto costretto a girare con la scorta.
Allora ci fu anche il giallo di un viado trovato morto dopo aver segnalato uno dei tanti incendi appiccati. E, soprattutto, ci fu l’arresto dell’attentatore: il barese emigrato a Milano Vito Magrini, detto Cavallero, in stretto rapporto con le cosche di Cerignola. I carabinieri di Pinerolo, in un rapido e intenso studio di questo mondo, hanno compreso due cose: il livello dell’attacco criminale all’ippica non è mai stato così alto dal dopoguerra. E poi, i “pugliesi” dell’ippodromo di San Siro, impianto infiltrato dalla Sacra Corona Unita secondo diverse investigazioni, potrebbero essere andati a fare affari e a dare avvertimenti in Piemonte. Già . Si è scoperto, infatti, che a Milano quelli di Cerignola hanno avuto in proprietà alcune scuderie (e in Svizzera alcune finanziarie).
E si è scoperto che due cavalli che erano appartenuti ai “pugliesi di Milano” sono passati, grazie a un’asta a prezzo di svendita, a un nuovo imprenditore. E da lì sono stati ospitati al maneggio di Ajrale, nel Torinese. I due cavalli nel 2007 hanno iniziato a vincere, a piazzarsi, a guadagnare. E, questa è la nuova pista degli investigatori, i vecchi proprietari potrebbero aver avanzato richieste di percentuali sulle vittorie.
E’ bastato scorrere l’elenco delle vittime del rogo di Natale per scoprire che uno dei due cavalli passati di proprietà è rimasto soffocato. L’altro, invece, è stato miracolosamente salvato da Hassan il custode.
(28 dicembre 2007)
Dec
27
Bollettino n° 1 2008, Novembre-Dicembre
December 27, 2007 | 1,252 Comments
1) MAXI BLITZ A PESCARA CONTRO LE CORSE CLANDESTINE
Un’imponente operazione contro le corse clandestine gestite dai rom a Pescara, denominata “Black Horseâ€, è stata effettuata con successo ed ha visto l’impiego di 500 agenti della guardia di Finanza con l’appoggio del Corpo Forestale dello Stato e dei Carabinieri. Un’azione senza precedenti, frutto di un anno di complesse indagini fatte di appostamenti e telecamere, che ha permesso di sgominare un colossale giro di scommesse illegali legate alle corse clandestine che si svolgevano nell’area industriale di Città S. Angelo. Sono stati sequestrati 37 cavalli, nove furgoni, due auto tra cui una maserati, oro e soldi per 80 mila euro e varie sostanze proibite. Gli animali sono stati sottoposti a prelievi ematici, affidati al centro antidoping dell’U.N.I.R.E., per accertare se fossero stati drogati e attraverso i microchip verrà ripercorsa la loro storia e provenienza. Gli indagati sono circa 100, di cui 20 rom che rappresentano il vertice di quella che le fiamme gialle definiscono la cupola dell’organizzazione; a tutti viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato oltre che alle scommesse clandestine anche al maltrattamento degli animali. Nei luoghi delle gare – tratti di strade chiuse al traffico dai malviventi – affluivano ogni volta dalle 150 alle 200 persone, soprattutto rom provenienti anche da fuori regione: Roma, Napoli, Campobasso, Foggia e Ancona. Il giro era dunque molto esteso e procurava cospicui guadagni illeciti al sodalizio criminale. Il nostro plauso va agli uomini della Guardia di Finanza e al Sostituto Procuratore di Pescara, Dott.sa Silvia Santoro. Ci auguriamo che per quei cavalli, molti dei quali in passato avevano corso nei circuiti dell’ippica “ufficiale†ed erano stati poi venduti dai loro proprietari quando non servivano più (senza troppi scrupoli nà© riguardi), si prospetti un futuro lontano da sfruttatori ed aguzzini di ogni genere. A tal proposito l’Anpana – settore Tutela Equini – intende seguire la vicenda giudiziaria con opportune azioni che saranno presto elaborate e messe in atto con i propri legali.
2) CAVALLI VIVISEZIONATI ALL’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA
3) FIERCAVALLI: TRA CULTURA, AFFARI E SPORT
l’11 novembre si è chiusa a Verona la 109° edizione di Fieracavalli, una grande vetrina dedicata al mondo del cavallo che è divenuta un mix di cultura, affari e sport. Anzi, gli interessi che ci sembrano prevalere sono quelli di natura commerciale con i suoi 140.000 visitatori, 2.600 cavalli in mostra (spesso a scopo di vendita) e quasi 700 espositori (il 10% in più rispetto al 2006). Il programma è stato – come al solito – ricco e variegato e ha compreso manifestazioni agonistiche di alto livello quali il Concorso ippico Rolex Fei World Cup. Quest’ultimo è stato oggetto di scommesse sportive da parte di SNAI, che aveva aperto uno stand in fiera dove è stato possibile effettuare le giocate oltre a tutti i punti presenti in Italia e al sito Internet. Una preoccupante degenerazione dell’equitazione, a nostro avviso, in quanto la fa scadere a mezzo di speculazione economica che mal si concilia coi bei discorsi “etici†sul rispetto dei cavalli propinati ad arte da chi gestisce tale attività agonistica. Vediamo ora alcuni dati resi noti dall’Ass. Italiana Allevatori (AIA) e dall’Unione Incremento Razze Equine (UNIRE), sul panorama dell’allevamento italiano e sui numeri dell’intero comparto. Da essi risulta un giro d’affari complessivo pari a quasi 10 miliardi di euro, un “esercito†di un milione di cavalieri, una popolazione di 400.000 animali e più di 50.000 addetti. I soggetti iscritti nei libri genealogici dell’AIA sono 14.240, mentre quelli registrati all’UNIRE sono così ripartiti: 16.000 trottatori, oltre 6.000 purosangue inglesi e oltre 6.500 i cavalli del Sella Italiano. Da segnalare, infine, la proposta lanciata dal Vice Presidente della Regione Veneto – Luca Zaia – relativamente ad un progetto di “Santuario†per cavalli anziani o malati sul modello dell’inglese “Horse Sanctuaryâ€. Lo stesso ha dichiarato: “I cavalli giunti a fine carriera non hanno un futuro, e mi riferisco per esempio ai trottatori o galoppatori che, terminata la carriera, possono vivere altri 20 anni, per non parlare di quelli anziani o malati, tutti animali destinati al macello. Io, invece, invito a non sopprimerli, ma a reinventare per questi nostri amici un ruolo che permetta loro, nel primo caso di continuare a vivere e nel secondo di terminare serenamente l’esistenza….â€. Condividiamo in pieno e attendiamo che alle parole seguano i fatti!
4) ABRUZZO: INTERROGAZIONE SULL’AIE
Mentre in Italia si susseguono gli abbattimenti e le macellazioni di equini risultati positivi all’Anemia Infettiva Equina, spesso per mancanza di alternative da parte dei proprietari che trovano ostacoli insormontabili (frapposti dalle ASL) per una loro diversa sistemazione, apprendiamo che il consigliere regionale abruzzese Nicola Pisegna Orlando (SDI) ha presentato un’interrogazione sull’argomento. Essa, perà², non è mossa da preoccupazioni “etiche†circa il dramma vissuto da questi animali bensì puramente “economiche†in riferimento alla perdita subita dalle aziende colpite. Pisegna, infatti, rileva che “in caso di positività è imposto il blocco dell’intera azienda, con divieto di spostamento degli animali e non è prevista alcuna forma di indennizzo, al contrario di quanto avviene ad esempio per i capi bovini affetti da brucellosi e tubercolosiâ€. Lo stesso ha pertanto chiesto all’Assessore regionale all’Agricoltura se è possibile estendere i benefici previsti dalla L.R. 15/2003 sulle emergenze zootecniche anche ai casi di positività per AIE. Detto fatto! Subito dopo la presentazione di questa interrogazione, il Consiglio Regionale si è occupato della questione convocando una riunione per fare il punto della situazione alla presenza del veterinario regionale il quale ha reso noto che su circa seimila controlli sierologici – ad oggi – si hanno circa 100 animali positivi alla malattia. L’Assessore all’Agricoltura, inoltre, ha assunto l’impegno di adottare in tempi brevi un regolamento che quantificherà i contributi per l’abbattimento dei capi infetti e nel quale vengano precisate le modalità di ristoro per il fermo azienda per quei casi in cui sono coinvolti equini adibiti a lavori di forestazione. Caspita che solerzia…..
5) RUBATO LO STALLONE EQUINOX Bi
Un famoso campione italiano di trotto, lo stallone Equinox Bi, è stato rubato a Mirano (VE) dal centro di allenamento in cui era custodito e grande è lo sconcerto per questo atto vile e malvagio. Il suo valore è di almeno 3 milioni di euro, ma non è questo che ci interessa perchà© per noi i cavalli sono tutti uguali. Equinox Bi aveva ottenuto importanti risultati in Nordamerica, perciಠera diventato “appetibile†agli allevatori americani che proprio nei giorni precedenti ne avevano concluso l’acquisto. Per il proprietario, Mauro Biasuzzi, questo furto (non il primo che ha subito) è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione e così ha annunciato l’intenzione di chiudere il ramo italiano dell’azienda. Dure le sue parole di denuncia e di sfogo: “Ormai non ho più nulla da perdere. Cosa possono più farmi…. Equinox era il sogno di una vita, ce lo hanno portato via in una notte: ripeto: non ho più niente da perdere e ancora meno da spartire con il trotto italiano e con un ambiente che continua a far di tutto per portarci a dire basta…..â€. Ricordiamo che i rapimenti notturni di cavalli da corsa, purtroppo, non sono insoliti. Nella storia è rimasto sicuramente celebre il furto di Shergar, il purosangue dell’Aga Khan, ma anche in Italia episodi del genere non sono mancati. Solo due anni fa era stata la volta del trottatore Lemon Dra, un top sire indigeno rapito a Mariano Comense e mai più ritrovato; nel 2004 era toccato a Caesar Hdb, un altro trottatore, prelevato nel centro di allenamento
6) DA PRATO A PECHINO A CAVALLO SULLA VIA DELLA SETA
Quattro cavalieri hanno intrapreso un viaggio di
7) BREVI DALL’ITALIA…….
- un ippodromo abusivo è stato scoperto a Bitonto (BA) dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione a tutela dell’ambiente. L’area si estende su un terreno di circa 40 mila metri quadrati ed il centro, completo di un edificio che ospitava 35 cavalli da corsa, ha una pista da trotto della lunghezza di oltre un chilometro. L’intervento è stato eseguito avvalendosi dell’ausilio di personale tecnico e veterinario della Asl che ha effettuato esami sui 35 equini presenti nelle stalle, consentendo l’identificazione degli stessi e dei relativi proprietari.
- a Fucecchio (FI) le contrade hanno chiesto al Comune più soldi per il palio, dagli attuali 40 mila a 65 mila euro, per aumentare il budget dei premi ed assicurarsi la partecipazione dei cavalli migliori. I proprietari, infatti, preferiscono andare in quei palii in cui si guadagna di più. Abbiamo così saputo che, ad esempio, un vincitore a Bientina vince 7 mila euro mentre a Bomarzo 10 mila. Insomma, un grosso business in nome della tradizione realizzato sulla pelle dei cavalli e a spese di tutti i contribuenti…..
- A Siena, invece, è in corso una rivolta delle donne della contrada dell’Oca contro il maschilismo ancora vigente che non permette loro la partecipazione alla vita politica e in particolare alle assemblee, nonchà© alle elezioni del capitano e dei dirigenti. Sembra assurdo, ma è così. Le “ocaiole†hanno deciso di andare contro la storia e rivendicare i propri diritti. A noi che viviamo nel resto del Paese riesce difficile credere ad una simile notizia ed è normale chiedersi quand’è che a Siena si accorgeranno che il medioevo è passato da un pezzo…..
- L’associazione Trasportatori Bestiame ha scritto ai Ministeri di Salute, Interno, Trasporti e Politiche Agricole per denunciare “una situazione estremamente precaria poichà© i controlli tanto auspicati si registrano in sole 3 regioni (Piemonte, Lombardia e Veneto), mentre il resto d’Italia è finito in mano a trasportatori italiani ed esteri non regolari e/o quantomeno non rispettanti la normativaâ€. Chiedono pertanto specifici controlli “a destino†anche in considerazione del fatto che la grande maggioranza dei trasporti diretti al sud Italia non rispettano densità e tempi di guida e ciಠpotrebbe comportare una grave sanzione della Commissione Europea.
- dieci cavalli vaganti sono stati sequestrati dalla Forestale a Lucoli (AQ) a seguito di alcuni esposti che segnalavano una presenza “eccessiva†di questi animali nella parte alta del paese; una zona dove gli stessi, appartenenti almeno in parte ad allevatori locali, trovano maggiori possibilità di alimentarsi. Sembra, addirittura, che gli equini siano molti di più ma finora è stato possibile catturarne solo dieci. La speranza ora è che i proprietari vadano a ritirarli e che altrettanto facciano – responsabilmente – gli allevatori che possiedono gli altri animali che vivono allo stato brado.
- un mite cavallo bardigiano, utilizzato per l’ippoterapia in un Centro di Genova Bavari, è rimasto vittima del gesto sconsiderato di un cacciatore che gli ha sparato provocandone la morte. Un episodio che conferma il comportamento incivile e barbaro, oltre che folle, di tanti cacciatori i quali non esitano a sparare per divertimento a chiunque gli capiti a tiro per il solo gusto di ammazzare. E’ ora di finirla!
- l’11 novembre scorso c’è stata una singolare premiazione all’ippodromo di Livorno, dove i proprietari dei cavalli vincitori oltre alla coppa si sono visti regalare un prosciutto. Il gesto aveva un intento provocatorio al fine di protestare contro il continuo calo del montepremi e una gestione dell’ippica sotto accusa da tempo. Si chiede che l’U.N.I.R.E. torni in mano agli ippici e che i soldi non siano più amministrati dalla politica. La denuncia parla di un consistente taglio al montepremi e alle riunioni, deciso dall’U.N.I.R.E. che deve far fronte a un buco di 50 milioni di euro, il quale penalizza soprattutto il settore del galoppo. Questa trovata, per quanto goliardica e spiritosa, a noi perಠnon è piaciuta per le sofferenze e il sacrificio costato ai maiali.
- cinque cavalli, rimasti per tre giorni nella fossa di un canalone sopra Valdobbiadene (TV), sono stati salvati dai Vigili del Fuoco che li hanno imbragati (leggermente sedati) e sollevati uno ad uno con l’elicottero. Le operazioni di recupero sono state particolarmente difficili ma, per fortuna, l’esito è stato positivo in quanto gli animali non hanno riportato fratture o altri danni fisici.
- a Novi Ligure (AL) quattro cavalli hanno perso la vita in un incendio che si era sviluppato nella stalla in cui si trovavano, nonostante l’intervento tempestivo e massiccio dei Vigili del Fuoco. Purtroppo non è stato possibile salvare gli animali da fumo e fiamme e scongiurare il crollo della copertura. Per chiarire la dinamica dell’incendio e le sue cause si dovranno attendere ulteriori perizie dei Vigili del Fuoco.
……E DAL MONDO
- gli animalisti australiani hanno scoperto alcuni documenti riservati secondo cui 4.000 cavalli selvatici, detti brumbies, sono stati uccisi nello stato del Queensland e altri 10.000 sono “condannati†per proteggere i fragili habitat dei parchi nazionali. I brumbies, discendenti inselvatichiti dei primi cavalli importati dalla Gran Bretagna, sono diventati parte dell’immagine nazionale e l’Ass. “Save the Brumbies†ha pubblicato foto agghiaccianti della mattanza nel suo sito web (http://www.savethebrumbies.org ), tra cui quella di un puledro accanto alla madre morta. Uno sterminio che non trova alcuna giustificazione perchà© l’eliminazione fisica degli animali è la più estrema forma di barbarie, mentre altre soluzioni incruente non sembra siano state prese in considerazione.
- La famosa corsa ippica ad ostacoli di Cheltenham (Gran Bretagna) ha mietuto altre vittime, dopo i numerosi cavalli deceduti per incidenti negli anni scorsi. Hanno perso la vita nel pericoloso circuito il favorito Willyanwoody, deceduto poco dopo una rovinosa caduta a causa delle gravi ferite riportate, e Granit Jack che ha subito anche lui un infortunio dalle conseguenze letali. E poi dicono che
- In Florida, invece, un cavallo e la sua amazzone sono morti durante un concorso internazionale di Cross Country. Il primo era caduto sul collo dopo aver colpito un ostacolo, decedendo sul colpo, e la seconda era stata travolta dal povero animale. Si tratta di incidenti assai frequenti nelle gare di Completo in quanto estremamente pericolose ed è nostra opinione che la responsabilità delle tante morti di cavalli e di qualche cavaliere debba essere attribuita a quelle organizzazioni equestri (FEI per prima) le quali, nonostante i noti rischi, non fanno nulla per migliorare la sicurezza di tali competizioni.
- Molte città francesi stanno riscoprendo i cavalli per alcuni servizi pubblici, come carrozze invece degli scuolabus, carretti per trasportare i rifiuti riciclabili, etc. Lo scopo è soprattutto di natura “ecologica†essendo l’energia equina una valida soluzione per risparmiare le emissioni nocive e migliorare la qualità dell’aria. Paladina di questa battaglia è l’organizzazione Haras Nationaux (cioè l’Organizzazione Nazionale dei cavalli originari) che, in un meeting di sindaci tenutosi recentemente, ha portato anche un modello di nuovo carretto chiamato “hippoville†dotato di freni a disco, fari e sedili asportabili.
9) HANNO TROVATO CASA SOTTO TUTELA A.N.P.A.N.A.
- FOX WOOD, un bellissimo Sella Italiano di 11 anni, baio, castrone, ex saltatore. Dopo essersi rotto una gamba e aver evitato l’abbattimento per volontà dell’ex proprietario che aveva fatto di tutto per curarlo, anche mediante ingessatura, è stato adottato da Carlo & famiglia della provincia di Cuneo nella cui casa vive ora tranquillo e coccolato da tutti.
- ERASMUS WISE, un trotter di 6 anni, baio, intero che è stato ritirato dalle corse perchà© sotto sforzo aveva emorragie polmonari che non gli permettevano di respirare. E’ stato adottato da una famiglia della provincia di Roma, che gli faranno dimenticare lo stress della pista e creeranno con lui un bel rapporto di rispetto e di amicizia.
10) CERCANO CASA
Vi ricordiamo che altri cavalli aspettano ancora di essere adottati:
http://www.alture.net/wp/category/appelli
Dec
27
L’ombra del racket delle scommesse
December 27, 2007 | 1,695 Comments
L’ombra del racket delle scommesse – LASTAMPA.it
Vicino a quelle stalle Varenne si gode la pensione
RAPHAEL ZANOTTI
VIGONE (Torino)
Le scommesse, da queste parti, le sanno fare. Ma nessuno se la sentirebbe di puntare un centesimo sulle origini del rogo che ha ucciso, la notte di Natale, 20 cavalli alla cascina Ajrale. In paese, a Vigone, fanno fatica anche solo a pronunciare la parola: racket. Anche qui, profondo Nord, dove «queste cose non sono mai successe».L’eco della criminalità nel mondo del trotto è forte anche in questa pianura, dove i cavalli li si vede soprattutto prima che diventino campioni. Oppure quando sono in pensione: come il mitico Varenne, che proprio al Grifone ha deciso di godersi il meritato riposo, ingravidando giumente (senza toccarle, ma usando una sagoma) che un giorno potranno mettere al mondo futuri campioni. «Un incendio provocato da qualcuno? Se è così, non è stato appiccato da chi lavora con i cavalli. Non lo farebbe mai», dice con gli occhi lucidi Eleana Sacco, uno dei titolari del Trotting Center, il centro di allenamento che gestiva i 20 cavalli morti. Stampa l’elenco degli animali deceduti e scorre i nomi: «Ganimec era un cavallo di livello, aveva vinto dei centrali e dei granpremi, anche Iton Lb stava andando forte. Liberth Lb era costata un patrimonio e The Vicster prometteva bene. Ma le gare sono lontane, perchà© avrebbero dovuto?».
Il dolore è grande per chi vive per i cavalli. Per ora si preferisce pensare a un’immane disgrazia, forse dovuta a cause accidentali. Eppure lo spettro del racket non molla la presa. C’è quell’altro episodio, quello di Novi Ligure, tre settimane fa: un incendio anche qui avvenuto in circostanze misteriose, quattro cavalli deceduti, anche se da galoppo. I due episodi sono opera della stessa mano? Il timore, in Paese, fa fare strani collegamenti.
«Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi», recita la frase di rito. D’altra parte, oggi, non potrebbe essere altrimenti. «La struttura era nuovissima, costruita a regola d’arte, comprata un anno fa e certificata da qualche mese», fa sapere Mario Forestiero, un altro dei titolari del Trotting Center. Elettricità , salvavita, impianti: tutto da manuale. Eppure l’incendio c’è stato. Una distrazione? «Mi sentirei di escludere l’idea di una stufa rimasta accesa come ho sentito dire in tv – dice ancora Forestiero – i ragazzi che lavorano al centro sono accortissimi». Giusto, i dipendenti. Qualcuno mandato via di recente, una vendetta? «Assolutamente no. L’allenatore Ove Kristofferson lavora con un proprio staff da anni, affidabilissimo», scuote la testa Forestiero. Bisognerebbe raccontarlo, questo mondo del cavallo, per capire cosa si muove dietro. Kristofferson è svedese. Prima allenava a Jesolo. àˆ rientrato in Svezia, ma è tornato in Italia per stabilirsi a Vigone.
Una vita da eremita. Abita a Pinerolo, ma non frequenta quasi nessuno: sveglia alle cinque. Poi la giornata passata al centro di allenamento. La sera a casa. Niente svaghi, niente famiglia. Mai all’ippodromo: veder correre le sue creature lo emoziona. Le cinque collaboratrici sembrano la sua fotocopia: svedesi, tra i 25 e i 35 anni. «Vivono per i cavalli, e dire che alla loro età ne avrebbero di cose da fare – dice la Sacco – ma chi ha questa passione non ha altro per la testa. àˆ due giorni che piangono».
Forse è anche questo che complica le indagini. Perchà© da queste parti, il cavallo, è nato prima come una passione, poi è diventato un business. Ha cominciato quello che tutti chiamano il Signor Canavesio, allenatore di trotter di Torino, che ha comprato la cascina Ferm a Vigone 25 anni fa. Poi, complice la crisi dell’agricoltura, sono nate le Fontanette, la Barottella, il Grifone e altri. Mezza dozzina di grandi allevamenti per circa 1100 cavalli. Un’industria che ogni anno si aggiudica il 10% dei premi vinti in Italia. I soldi girano, ma non come un tempo. Un allevatore deve riuscire a vendere il proprio puledro a non meno di 25 mila euro all’asta, se vuole recuperare i soldi che ha investito. Una monta puಠcostare dai 500 ai 40 mila euro, la gestazione dura 12 mesi, poi per altri sei il cavallino resta con la madre. Ha due anni, quando puಠessere venduto, ma nulla dice se sarà un campione. Se alla prova di qualifica scende sotto un certo tempo, proprietario e allevatore possono sperare in un contributo dell’Unire o dell’Anac. «Ma i contributi sono andati diminuendo – dice un allevatore – non è un mestiere molto remunerativo, di Varenne ne nasce uno ogni secolo. Gli altri sono quasi tutti a perdere».
Esclusa la pista interna, si torna al racket. I cavalli deceduti nel rogo all’Ajrale non erano tutti dello stesso proprietario, anche se erano allenati da Kristofferson. Per questo i carabinieri cercano i proprietari. Forse una vendetta trasversale contro professionisti di Bologna, Milano, Roma. Saranno indagini lunghe. Nel frattempo non si tralasciano altre piste. C’è quella dei piromani. In paese se ne parla. Tutti conoscono i balordi di Buriasco che qualche tempo fa vennero arrestati perchà© appiccavano incendi alle cascine abbandonate. L’indulto li ha scarcerati. Mai, perà², avevano appiccato roghi a edifici con animali all’interno. Anche le assicurazioni si sono mosse. Ai cavalli uccisi dal fuoco, nonostante il microchip, è stato effettuato un prelievo del Dna. Bisogna accertarsi della loro identità e del loro valore. Le scommesse, da queste parti, hanno imparato a farle, abbandonando la monocultura del mais per dedicarsi ai trotter. Ma certe giocate è meglio non rischiarle.
Powered by ScribeFire.
« go back — keep looking »Link
- A.N.P.A.N.A. - Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente
- HAPPA - National equine charity with rescue centres
- ILPH - is a leading horse charity specialising
- NHPC - National Horse Protection Coalition
- TAST Cavalli - Trasporti Internazionali Cavalli azienda Leader
